Tag: cybersecurity

La digitalizzazione non è più un’opzione: arrivano nuovi fondi per le imprese abruzzesi

C’è stato un periodo in cui digitalizzare un’azienda era considerato un vantaggio competitivo. Chi investiva in tecnologie, automazione, e-commerce o gestione digitale dei processi riusciva spesso a distinguersi dalla concorrenza e ad acquisire nuove quote di mercato. Oggi la situazione è cambiata.

La digitalizzazione non rappresenta più un’opportunità riservata alle imprese più innovative, ma è diventata una necessità concreta per rimanere competitivi in un mercato che evolve sempre più velocemente.
Intelligenza artificiale, gestione dei dati, cybersecurity, automazione, commercio elettronico e sostenibilità digitale non sono più temi destinati alle grandi aziende, sono strumenti che interessano sempre di più anche micro, piccole e medie imprese. 

Proprio per accompagnare questo percorso di trasformazione, nelle ultime settimane sono stati pubblicati due importanti strumenti di finanziamento che possono rappresentare un’occasione concreta per molte realtà imprenditoriali del territorio abruzzese.

Da una parte troviamo il nuovo bando regionale da 10 milioni di euro dedicato alla digitalizzazione delle PMI. Dall’altra il Bando Voucher Doppia Transizione 2026 promosso dalla Camera di Commercio Chieti-Pescara, che mette a disposizione ulteriori contributi per progetti di innovazione digitale e sostenibilità.

Si tratta di due strumenti differenti, ma accomunati da un obiettivo preciso: aiutare le imprese ad affrontare la trasformazione tecnologica e organizzativa richiesta dal mercato contemporaneo.

Da dove arrivano queste risorse

Quando si parla di bandi pubblici, una delle domande più frequenti riguarda l’origine dei finanziamenti. Nel caso del nuovo intervento regionale, le risorse derivano dal Programma Regionale FESR Abruzzo 2021-2027, uno degli strumenti attraverso i quali l’Unione Europea sostiene la crescita economica, l’innovazione e la competitività dei territori. Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, più conosciuto come FESR, finanzia infatti progetti che favoriscono la modernizzazione delle imprese, la transizione digitale, la sostenibilità e lo sviluppo tecnologico. La Regione Abruzzo ha scelto di destinare una parte significativa di queste risorse alle imprese attraverso l’Avviso “Digitalizzazione delle PMI“, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 10 milioni di euro. L’obiettivo è chiaro: sostenere investimenti che possano migliorare l’efficienza aziendale, aumentare la competitività e favorire l’adozione di strumenti digitali avanzati. 

Il bando regionale

Si tratta senza dubbio dell’iniziativa economicamente più rilevante tra quelle attualmente disponibili. Il bando è rivolto a micro, piccole e medie imprese operanti in Abruzzo e prevede contributi a fondo perduto per progetti di innovazione e trasformazione digitale. Le agevolazioni possono coprire una quota significativa dell’investimento, con intensità variabile tra il 40 e il 70%  in base alla tipologia di impresa e all’intervento proposto. L’investimento minimo previsto è pari a 10.000 euro, mentre il contributo massimo concedibile può arrivare fino a 100.000 euro. Numeri che consentono di pianificare interventi importanti e strutturati. Tra le attività finanziabili rientrano, ad esempio:

  • introduzione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale;
  • implementazione di sistemi CRM ed ERP;
  • progetti di cybersecurity;
  • cloud computing;
  • digitalizzazione dei processi aziendali;
  • automazione;
  • piattaforme e-commerce;
  • sistemi di gestione e analisi dei dati;
  • integrazione tecnologica tra reparti e funzioni aziendali.

Si tratta quindi di un bando che non guarda semplicemente all’acquisto di software o attrezzature, ma che punta a favorire un cambiamento più profondo nel modo in cui le imprese organizzano il proprio lavoro. Ed è proprio questo l’aspetto più interessante. Per anni molte aziende hanno considerato la digitalizzazione come un costo, mentre oggi viene sempre più percepita come un investimento necessario per migliorare produttività, efficienza e capacità competitiva.

Perché questo bando arriva proprio adesso?

Negli ultimi anni il contesto economico è cambiato profondamente. La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, l’accelerazione del commercio elettronico, la crescente attenzione alla sicurezza informatica e l’aumento della quantità di dati gestiti dalle aziende hanno modificato il modo di fare impresa. Sempre più attività si trovano a confrontarsi con nuove esigenze. Come gestire in modo più efficiente i clienti? Come automatizzare alcune procedure ripetitive?

Come proteggere dati e sistemi informatici?

Come utilizzare l’intelligenza artificiale senza compromettere qualità e controllo?
Come migliorare la presenza online e trasformarla in opportunità commerciali concrete?

Tutte queste sono domande che fino a pochi anni fa riguardavano principalmente le grandi aziende. Oggi coinvolgono anche studi professionali, attività artigiane, commercianti, aziende manifatturiere e imprese di servizi.

Il bando regionale nasce proprio per rispondere a queste esigenze.

Il Voucher Doppia Transizione 2026

Accanto al bando regionale esiste poi una seconda opportunità particolarmente interessante per molte imprese del territorio.

La Camera di Commercio Chieti-Pescara ha infatti pubblicato il Bando Voucher Doppia Transizione 2026, con una dotazione complessiva di 300.000 euro.

L’iniziativa è articolata in due linee di intervento.

La prima è dedicata alla trasformazione digitale. La seconda sostiene percorsi di sostenibilità aziendale e adeguamento ai criteri ESG, un tema sempre più centrale nelle strategie di sviluppo delle imprese.

In questo caso il contributo può coprire fino al 70% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 5.000 euro e una premialità aggiuntiva per le imprese dotate di Rating di Legalità o Certificazione della Parità di Genere.

L’investimento minimo richiesto è di 3.000 euro, e sebbene le cifre siano inferiori rispetto al bando regionale, il Voucher Doppia Transizione può rappresentare uno strumento particolarmente interessante per progetti di dimensioni più contenute o per aziende che intendono iniziare un percorso di innovazione graduale.

Uno degli errori più frequenti è pensare che questi finanziamenti riguardino esclusivamente l’acquisto di strumenti informatici. In realtà il concetto di trasformazione digitale è molto più ampio. Digitalizzare significa spesso ripensare processi, organizzazione, modalità operative e relazione con clienti e fornitori. L’intelligenza artificiale, ad esempio, non è semplicemente un software da installare. Può diventare uno strumento per migliorare la produttività, analizzare dati, supportare il marketing, ottimizzare procedure e ridurre attività ripetitive.

Allo stesso modo, la sostenibilità aziendale non riguarda soltanto l’ambiente, ma investe aspetti organizzativi, energetici e gestionali che possono contribuire a rendere l’impresa più efficiente e competitiva. Per questo motivo i bandi oggi parlano sempre più spesso di “doppia transizione”: digitale e sostenibile.

Due percorsi che stanno diventando sempre più interconnessi.

Un’opportunità che merita attenzione

Ogni anno molte imprese rinunciano a partecipare ai bandi pubblici perché li considerano complessi o lontani dalla propria realtà. In alcuni casi questa percezione è comprensibile. In altri, però, il rischio è quello di perdere opportunità concrete che potrebbero contribuire a finanziare investimenti già programmati o comunque necessari.

I due strumenti attualmente disponibili in Abruzzo vogliono andare proprio nella direzione opposta: favorire la modernizzazione del tessuto produttivo regionale e accompagnare le aziende in una fase di cambiamento che riguarda ormai tutti i settori economici. Naturalmente ogni impresa dovrà valutare attentamente requisiti, spese ammissibili, tempistiche e documentazione richiesta. Tuttavia il messaggio che emerge con chiarezza è uno solo, ed è sempre uguale a ciò che diciamo noi di yes-web: la trasformazione digitale non è più un tema del futuro, ma una sfida del presente. E per molte imprese abruzzesi potrebbe essere questo il momento giusto per affrontarla con il supporto di risorse pubbliche dedicate.

Cyber Attacchi sempre più di attualità

La tematica della sicurezza informatica è tornata alla ribalta in questi ultimi anni. 

 

Un attacco informatico o cyberattacco, nell’ambito della sicurezza informatica, indica una qualunque manovra impiegata da individui od organizzazioni che colpisca sistemi informatici, infrastrutture, reti di calcolatori e/o dispositivi elettronici tramite atti malevoli, finalizzati al furto, alterazione o distruzione di specifici obiettivi, violando sistemi suscettibili.

 

In quest’ultimo anno abbiamo avuto in Italia diversi esempi di questo tipo di attacchi, come quello al sistema della sanità di diverse regioni, quello alla Siae e, purtroppo, la minaccia Russa ai nostri sistemi in seguito alla guerra in Ucraina. 

 

Il fenomeno esiste di pari passo alla storia dell’informatica, ma è soprattutto alla fine del XX secolo, anche grazie alla diffusione delle connessioni a banda larga, che ha cominciato ad incrementarsi. 

Gli attacchi informatici sono azioni e manovre malevole, messe cioè in atto da persone oppure organizzazioni criminali con l’obiettivo di creare un danno, che vanno a colpire e violare i sistemi IT, ossia nfrastrutture, applicazioni, reti e/o dispositivi elettronici, app e servizi digitali online, ecc. e che, solitamente, hanno come obiettivo il furto dei dati o delle identità digitali, il blocco delle attività, il malfunzionamento di un servizio, il furto delle credenziali degli utenti, l’accesso alle informazioni e via dicendo.

 

Chi sono gli attori che fisicamente compiono questi attacchi? Queste azioni sono compiute da quelli che nel linguaggio comune identifichiamo col nome di hacker o cracker, e non sono la stessa cosa. 

 

Infatti un hacker è una persona interessata a lavorare in profondità su un sistema operativo. In generale, gli hacker sono programmatori, hanno una buona o avanzata conoscenza di sistemi operativi, linguaggi di programmazione e concetti di rete. Sono in grado di identificare il rischio del sistema. Un hacker cerca di acquisire ulteriori conoscenze per scoprire aree tecnologiche. Inoltre, solitamente, non danneggia i dati intenzionalmente.

 

Il cracker invece è una persona che viola l’integrità del sistema di macchine remote con intenti dannosi. Ottiene l’accesso non autorizzato alle risorse e ai dati di sistema, a volte distruggendo anche le informazioni vitali dell’organizzazione, negando il servizio agli utenti legittimi e causando problemi generalizzati alle strutture informatiche. Pertanto, ciò può causare problemi di software, hardware e rete. Inoltre possono rubare dettagli personali e riservati come informazioni bancarie, password e dettagli della licenza e influenzare il corretto funzionamento dei sistemi. 

 

“Sicuramente il movimento hacker più famoso è quello di Anonymus: nato nel 2003, si ispira alla pratica della pubblicazione anonima di immagini e commenti su internet e in generale sul web. A differenza di altri movimenti sociali, l’azione di Anonymous si caratterizza per la compresenza di attività di protesta effettuate online e in pubblico, quando i partecipanti alle proteste si mostrano con indosso la maschera di Guy Fawkes, resa famosa dalla serie a fumetti V per Vendetta. Il movimento è sempre attivo contro le discriminazioni, la negazione delle libertà fondamentali e contro la guerra, come nel caso del conflitto russo in Ucraina di questo periodo”.

 

Esistono diversi tipi di attacchi informatici e possono riguardare infrastrutture, istituzioni finanziarie, enti pubblici e addirittura apparati statali. Questi vengono messi in atto attraverso una serie di tecniche ed una grande varietà di modi di attuazione degli stessi verso individui o, su scala più ampia, verso istituzioni. Si dividono in due grandi categorie: gli attacchi sintattici e gli attacchi semantici: i primi sono diretti e consistono nella diffusione ed utilizzo di malware e di software malevolo in generale come virus, worm o trojan, i secondi invece sono indiretti e consistono nella modifica di informazioni corrette e nella diffusione di informazioni fasulle. La disseminazione di informazioni errate può essere utilizzata per coprire le proprie tracce o per instradare qualcuno nella direzione sbagliata facendogli credere che sia quella giusta.

 

Il mondo del web è vario e complicato. Potenzialmente chiunque è collegato in rete è vulnerabile in qualunque momento. Per questo motivo, è sempre bene chiedere a professionisti del web come difenderci da questi attacchi. 

Noi di Yes-Web abbiamo un’attenzione particolare nell’adottare tutte le precauzioni necessarie affinchè il vostro sito sia protetto e al sicuro.